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Arrosticini abruzzesi originali: come sono fatti e come cucinarli

Arrosticini abruzzesi originali: come sono fatti e come cucinarli: Gli arrosticini abruzzesi, denominati anche “rustelle” sono il piatto tipico abruzzese più apprezzato in Italia e anche dai turisti stranieri. Presenti in qualsiasi paese abruzzese, è impossibile visitare la regione senza assaggiare gli arrosticini insieme ad una bruschetta condita con olio extravergine d’oliva del territorio, prodotto molto spesso dai titolari dei locali.

La provincia che ospita il prodotto tipico abruzzese è Pescara, l’area di riferimento si trova ai piedi della montagna del Voltigno e comprende i paesi di Villa Celiera e Civitella Casanova, dove l’arrosticino è una vera e propria cultura e dove si assiste ad un forte incremento di richieste di esportazione dell’arrosticino.

Storia e origini dell’arrosticino abruzzese

L’arrosticino, in passato, era realizzato con carne di castrato o di pecora considerati come due tipologie di carne tipica dell’Appennino. Anche se con gli anni è possibile realizzare un arrosticino con diverse tipologie di carne come il pollo o il maiale, l’arrosticino originale è quello realizzato con pezzetti di carne di pecora.

Gli arrosticini si sono diffusi in tutta la regione abruzzese a partire dal secondo dopoguerra, principalmente nella fascia sud del Gran Sasso che comprende alcuni paesi dell’Aquila e di Pescara. Considerati come un’ espressione culinaria della pastorizia stanziale, la leggenda narrata dai nonni ai nipoti afferma che gli arrosticini originali Abruzzesi sono stati inventati da due pastori del Voltigno che, per non sprecare cibo, tagliarono la carne di pecora vecchia in piccoli pezzi e li inserirono in bastoncini di legno per poter essere cucinati alla brace.

Arrosticini: come farli a mano e come cucinarli

Per fare gli arrosticini è necessario tagliare la carne di ovino a cubetti. Ogni cubetto deve avere una grandezza media di 1 cm e deve essere infilato a mano nello spiedino di legno lunga circa 25/30cm. 10 cm dello spiedino deve essere occupato dalla carne e il restante serve per poter girare gli arrosticini sulla brace.

È importante inserire i cubetti di carne grassa insieme alla parte magra, perché il grasso della carne si scioglie in cottura e ammorbidisce l’arrosticino, donando un sapore unico alla carne.

Pur essendo un piatto semplice, gli arrosticini sono un prodotto tipico con anni di storia alle spalle e devono essere cucinati nel modo corretto con un attrezzo specifico, denominato dagli abruzzesi “la fornacella” o “furnacell”.

La fornacella è uno strumento a forma di canale allungato, con quattro piedi, che contiene la brace al suo interno. Il canale aperto ha una lunghezza di circa 10 cm. La fiamma nella fornacella non deve essere di alta intensità, perché secca la carne.

Una volta sistemati gli arrosticini sulla brace, tutti allineati, devono essere girati spesso e pochi minuti prima della cottura completa è necessario aggiungere un po’ di sale e girare di nuovo. In base all’intensità della fiamma cambia il tempo di cottura degli arrosticini, è importante non seccare la carne ma toglierli dalla brace quando hanno una consistenza morbida e succosa.

Come si offrono gli arrosticini

Mangiare gli arrosticini abruzzesi può essere considerata una vera e propria esperienza culinaria ed è fondamentale rispettare alcune “regole del paese” per mangiarli in modo corretto.

Gli arrosticini, in qualsiasi locale dell’Abruzzo, sono serviti a fascio ed ognuno contiene un minimo di 10 arrosticini avvolti in carta d’alluminio. Per mangiarli basta prendere l’arrosticino dal lato non occupato dalla carne e sfilarli con i denti.

In Abruzzo, gli arrosticini sono accompagnati da pane casareccio bruschettato, unto con olio extravergine d’oliva della regione, denominato anche “olio della casa”, accompagnato da peperoncino piccante da aggiungere a piacimento. Nei locali più tradizionali, l’arrosticino è sempre accompagnato da acqua e vino Montepulciano d’Abruzzo.

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